Wedding - Alessandro Gauci

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Wedding

Un giorno non per caso.
"Due attori, tante comparse. Truccatori, stilisti, sarti, coreografi. Poi c'é lui, il fotografo - c'é ma non dovrebbe vedersi. Sorridete pure e chiedetevi perché. Avete mai pensato al matrimonio classico, quello in cui il fotografo é una sorta di regista che passa gran parte del suo tempo a imbalsamare invitati e sposi, in pose artefatte che a distanza di anni creano in tutti, più che nostalgia, ilarità sul "come eravamo". Tutto questo non ha niente a che vedere con i ricordi, con la memoria, con la realtà che si può rivivere sfogliando un'album. Il matrimonio di reportage trasforma il fotografo in un'elegante camaleonte che si mimetizza tra la gente, si perde tra gli invitati e spesso, non visto, diventa un velocissimo ed abile ladro di attimi. Quale emozione più grande che ritrovare dopo anni, un dettaglio dimenticato, una mano che infila un'orecchino, un bambino stanco del riso e dei confetti, una madre e un padre che si guardano senza vedersi, persi in pensieri antichi e in preoccupazioni future - tenendosi per mano. Niente di più bello che ritrovare tutto questo tra le pagine di quel libro che é stato scritto con la luce di un giorno indimenticabile, indimenticabile non solo per quei sì, per gli anelli dorati agli anulari, per tutte le cose perfette che addobbano i sorrisi obbligati, quanto per le piccole spontanità, la deliziosa sinfonia delle imperfezioni. Una lacrima al rimmel, una bocca che soffre il rossetto, una mano che ne stringe un'altra con piccolo timore, un sospiro pieno di aspettative e incertezze vicino alle scarpe della sposa, ancora intonse, che attendono di essere indossate insieme a quel concerto di toulles e veli sospesi. In sottofondo i pensieri di tutti. Dietro le quinte l'uomo con la macchina fotografica, quello che saprà cogliere ogni cosa da punti di vista sempre diversi, lui che coglierà ogni cosa con l'attenzione con cui un'uomo coglie un fiore tra mille. Lo sceglie. Poi lo porge. E tutto diventa sempre un' inizio, di quelli senza fine"

Un ringraziamento sentito a Barbara Marin per avermi dedicato le sue parole di apprezzamento dopo aver visionato queste immagini.

 
 
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